Va bene.
Sonia è partita per l'Italia e mi ritrovo solo, ed è forte la sensazione che il mio viaggio, quest'anno, cominci definitivamente ora, con me stesso e solo con me stesso. Passo la notte nella stessa guesthouse, nella stessa stanza, nello stesso letto matrimoniale tutto per me.
Con la dovuta calma , verso le 10:30, raggiungo la stazione degli autobus di Puturaya e salgo al volo sull'autobus per Butterworth, Penang. L'autobus è il più confortevole che ho trovato fin'ora e mi viene da pensare che sarebbe piaciuto forse più a Sonia.
Il tragitto scorre rapido, poche fermate, solo per pisciare e far benzina. Il pullman mi lascia in una stazione adiacente ad un molo da dove salpano i traghetti per Georgetown, sull'isola di Penang, che raggiungo con una breve traversata e pochi spiccioli.
C'è molto caldo e tantissima umidità, il cielo è coperto e inizia a piovere, mi infilo nel primo hotel che incontro dopo una dura camminata alla ricerca di una sistemazione ignota. Quando esco scopro di essere a due passi da Little India e nei dintorni ci sono vari templi di diverse religioni e culti, dal tempio indù a quello buddhista, dalla moschea alla chiesa di San Giorgio a diversi templi cinesi. Tante foto si sprecano. Mangio in un ristorante indiano. Quando passeggio per le vie mi sembra di stare dentro un film di Bollywood, con la musica indiana a tutto volume dai tantissimi negozi di DVD, le insegne colorate con le scritte dai caratteri indiani, le donne con i vestiti tradizionali, la maggior parte delle persone ha un punto colorato sulla fronte, tra gli occhi, negozi di ghirlande e fiori profumati, negozi di souvenir con statue di dei Indù e qualche piccolo Buddha.
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