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sabato 7 giugno 2008
giovedì 1 maggio 2008
*Malvinas o Falkland?
Ricordo che nell’isola della terra del fuoco, su un muro del posto di controllo migratorio argentino c’è un adesivo con scritto: Las Malvinas son argentinas, le Malvine sono argentine. Questo aspro arcipelago continuamente battuto da venti gelidi è una colonia inglese ma rivendicato fortemente dagli argentini. Questo sentimento si avverte un po’ in tutta l’Argentina, con vie e piazze dedicate, ma ancor di più in quest’isola così australe, forse molto simile.
In ostello c’è un inglese e un pomeriggio ci facciamo una chiacchierata a proposito, dice che è meglio non affrontare l’argomento con gli argentini, che a proposito possono diventare sgradevoli, anche se a lui non importa assolutamente nulla delle Falkland e dell’assurda guerra degli anni ottanta.
Situate nell'Atlantico meridionale a circa 1000 km ad est delle coste argentine, prima dell'arrivo degli europei le Isole Falkland erano disabitate.
Scoperte nel 1592 da marinai britannici e battezzate Falkland, furono parzialmente colonizzate in seguito dai francesi che le ribattezzarono isole Malouines e acquistate dagli spagnoli nel diciottesimo secolo. L’arcipelago fu poi occupato nel diciannovesimo secolo da coloni britannici, ma l'Argentina dopo l' indipendenza si considerò erede dei diritti della Spagna, stabilì nelle isole un piccolo distaccamento militare e nel 1828 vi insediò un governatore. Nel 1831 un gruppo di corsari britannici invase le isole, disarmò la guarnigione argentina e spodestò il governatore..JPG)
Anche se il contenzioso tra i due Stati durava da quasi un secolo e mezzo, Il 22 marzo 1982 un gruppo di argentini innalza la bandiera bianca e celeste argentina nell'isola di San Pedro, senza sottostare alle procedure di immigrazione previste. Prende il via l'operazione 'Rosario'. Un operazione che secondo alcuni era stata studiata da tempo dalla giunta militare argentina per riportare le Falkland-Malvine sotto la sovranità argentina e prorogare così la dittatura. Il 2 aprile 1982 le forze armate argentine, sbarcano nelle Falkland e ribattezzano Puerto Argentino la capitale Port Stanley.
Il 4 aprile il governo inglese decide di ristabilire l’amministrazione britannica sulle isole e il giorno dopo le prime navi della “Royal Navy” salpano verso le isole. Una settimana dopo, le autorità britanniche stabiliscono il blocco delle Falkland per una fascia di 200 miglia marine, il cui interno viene considerato zona di guerra. Il 24 aprile l'Argentina propone un amministrazione mista per le Falkland: due governatori, due bandiere, un consiglio composto da kelpers (gli abitanti delle isole) e argentini. Londra non accetta la proposta. Il 25 aprile incursori britannici sbarcano nell'isola di San Pedro e catturano gran parte dei 185 militari della guarnigione argentina. L’Argentina si dichiara “tecnicamente in stato di guerra”. Il 2 maggio un sottomarino britannico a propulsione nucleare affonda l’incrociatore argentino General Belgrano, che sembra dirigersi verso la zona di interdizione. Muoiono 321 cadetti della marina argentina.
Verrà poi accertato che la nave argentina navigava lontano dalle acque proibite. Il 4 maggio un missile colpisce un cacciatorpediniere britannico che affonda tre giorni dopo, 20 morti. Il 7 maggio Londra amplia la zona di esclusione totale fino al limite delle acque territoriali argentine. La flotta argentina è bloccata nei porti. Il 20 maggio fallisce un tentativo di mediazione del segretario generale dell ONU. Il 21 maggio comincia l'attacco finale britannico con la riconquista dell isola di Soledad, la principale dell'arcipelago. Nella battaglia aeronavale affonda una fregata britannica, 22 i morti. L'Argentina perde nove aerei. Il 25 maggio ancora una battaglia aeronavale: viene colpita un’altra fregata, 24 i morti. Il 28 maggio la task force britannica riconquista Goose Green, nella battaglia restano uccisi 250 militari argentini e 17 tra i britannici. L’8 giugno gli aerei argentini attaccano tre navi britanniche, causando circa 50 morti. Il 14 giugno le truppe britanniche giungono fino alla periferia della capitale, Port Stanley, e il 15 giugno sbarcano a Bluff Cove, imponendo la resa alle truppe argentine. 
Falkland back to England.
Tre giorni dopo il presidente della giunta militare argentina Leopoldo Galtieri si dimette. Così inizia la fine della dittatura militare Argentina.
Oggi l’arcipelago è popolato da circa 3000 abitanti di origine britannica, la ricchezza dell' arcipelago è costituita dalle pecore, la cui lana viene esportata in Gran Bretagna. lo stile di vita della popolazione è tipicamente britannico. Gli abitanti frequentano i ''pubs'' e appendono alle pareti il ritratto della regina. Il tenore di vita medio è molto alto.
Situate nell'Atlantico meridionale a circa 1000 km ad est delle coste argentine, prima dell'arrivo degli europei le Isole Falkland erano disabitate.
Scoperte nel 1592 da marinai britannici e battezzate Falkland, furono parzialmente colonizzate in seguito dai francesi che le ribattezzarono isole Malouines e acquistate dagli spagnoli nel diciottesimo secolo. L’arcipelago fu poi occupato nel diciannovesimo secolo da coloni britannici, ma l'Argentina dopo l' indipendenza si considerò erede dei diritti della Spagna, stabilì nelle isole un piccolo distaccamento militare e nel 1828 vi insediò un governatore. Nel 1831 un gruppo di corsari britannici invase le isole, disarmò la guarnigione argentina e spodestò il governatore.
Anche se il contenzioso tra i due Stati durava da quasi un secolo e mezzo, Il 22 marzo 1982 un gruppo di argentini innalza la bandiera bianca e celeste argentina nell'isola di San Pedro, senza sottostare alle procedure di immigrazione previste. Prende il via l'operazione 'Rosario'. Un operazione che secondo alcuni era stata studiata da tempo dalla giunta militare argentina per riportare le Falkland-Malvine sotto la sovranità argentina e prorogare così la dittatura. Il 2 aprile 1982 le forze armate argentine, sbarcano nelle Falkland e ribattezzano Puerto Argentino la capitale Port Stanley.
Il 4 aprile il governo inglese decide di ristabilire l’amministrazione britannica sulle isole e il giorno dopo le prime navi della “Royal Navy” salpano verso le isole. Una settimana dopo, le autorità britanniche stabiliscono il blocco delle Falkland per una fascia di 200 miglia marine, il cui interno viene considerato zona di guerra. Il 24 aprile l'Argentina propone un amministrazione mista per le Falkland: due governatori, due bandiere, un consiglio composto da kelpers (gli abitanti delle isole) e argentini. Londra non accetta la proposta. Il 25 aprile incursori britannici sbarcano nell'isola di San Pedro e catturano gran parte dei 185 militari della guarnigione argentina. L’Argentina si dichiara “tecnicamente in stato di guerra”. Il 2 maggio un sottomarino britannico a propulsione nucleare affonda l’incrociatore argentino General Belgrano, che sembra dirigersi verso la zona di interdizione. Muoiono 321 cadetti della marina argentina.
Falkland back to England.
Tre giorni dopo il presidente della giunta militare argentina Leopoldo Galtieri si dimette. Così inizia la fine della dittatura militare Argentina.
Oggi l’arcipelago è popolato da circa 3000 abitanti di origine britannica, la ricchezza dell' arcipelago è costituita dalle pecore, la cui lana viene esportata in Gran Bretagna. lo stile di vita della popolazione è tipicamente britannico. Gli abitanti frequentano i ''pubs'' e appendono alle pareti il ritratto della regina. Il tenore di vita medio è molto alto.
Purtroppo arrivarci è difficile e carissimo, in più non sembra aver grandi attrattive turistiche, anche se mi è girata per la testa l'idea di visitarle, non ci sono andato!
martedì 1 aprile 2008
*Ultimi giorni
Arrivo a Piura verso le 10 del mattino del 28 e l’autobus per Lima parte la notte, così passo tutto il giorno in questa città del nord del Perù. Sono a Lima il giorno dopo e soggiorno per due notti al Rodas 2 dove Ivan è tornato per sostituire la coppia che c’era in febbraio e che non c’è più. Camminando per Miraflores, in avenida Larco, incontro Roberto, un vecchio amico napoletano, anche lui aveva la ragazza qui, ma si son lasciati.
giovedì 27 marzo 2008
*Ultime ore di "Galapagos"
Il centro d’interpretazione dell’isola San Cristóbal propone varie fasi della storia dell’arcipelago, la formazione vulcanica, le correnti marine che rendono particolari le isole tra loro, la colonizzazione, la creazione del parco naturale.
Molto interessante, almeno per quanto mi riguarda, la storia “umana”: Originariamente disabitate, furono rifugio di pirati e corsari per circa due secoli poi dall’inizio dell’ottocento, per oltre un secolo, le Galapagos furono oggetto di cacce spietate alle balene, alle otarie e alle tartarughe che venivano stivate vive nelle navi e costituivano una provvista di cibo fresco per gli equipaggi in quanto potevano sopravvivere per lunghissimo tempo senza acqua né cibo.
Con l’acquisizione dell’indipendenza la nuova repubblica dell’Ecuador ne prese possesso nel 1832 e il nuovo governo impiantò nell’isola Floreana una colonia di prigionieri politici e delinquenti comuni, la colonia si estinse nel 1878. Nel 1835 il viaggio di Darwin cambiò il destino dell’arcipelago.
A bordo della nave Beagle con il comandante Fitzroy egli effettuò un lungo viaggio compiendo rilevamenti ed esplorazioni. Un altro tentativo di colonizzazione venne fatto verso il 1930 da un gruppo di tedeschi e norvegesi, ma fallì. Padroni dispotici furono assassinati e altri costretti a scappare.
In seguito il governo ecuadoriano vi trasferì qualche famiglia di agricoltori e pescatori, dai quali ebbe origine l’attuale popolazione. Durante la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti vi stabilirono una base militare. Varie volte gli Stati Uniti hanno cercato di conquistarle, ma il governo ecuadoriano si è sempre rifiutato di cederle.
Ritornando a Puerto Baquerizo Moreno a piedi, mi fermo in una spiaggia dove ci sono alcune otarie, soprattutto piccoli, a fare fotografie, la spiaggia è di sabbia ma è un po’ sporca, con bottiglie di plastica e di vetro
sparse qua e là. Continuo la mia passeggiata e poi vado a fare un giro per il lungomare e il paesino per le ultime foto ricordo. Si avvicina l’ora di lasciare questo paradiso in terra, che poi tanto paradiso non è, né per gli uomini né per gli animali,
ma forse solo per noi turisti. Con un taxi raggiungo il piccolo aeroporto e dopo un ora e mezzo di volo arrivo a Guayaquil, vado al terminal degli autobus dove è venuta a salutarmi Mabel. Compro il biglietto per Piura, Perù.
È pomeriggio e l’autobus parte la notte, così con Mabel andiamo in centro a fare un giro e a cenare. La notte dormo in autobus, il sonno interrotto alla frontiera per timbrare l’uscita dall’Ecuador e l’entrata in Perù.
Viaggio nel Viaggio: Terminato!
Viaggio nel Viaggio: Terminato!
mercoledì 26 marzo 2008
*Verso San Cristóbal
martedì 25 marzo 2008
*Immersioni, snorkeling e squali
In totale l’escursione comprende una ventina di persone divise in due motoscafi, io e due americani siamo gli unici che fanno immersioni, gli altri faranno snorkeling e visiteranno la parte alta dell’isola.
A circa un’ora e un quarto da Puerto Ayora avvistiamo dei delfini e così ci fermiamo e buttiamo a mare con maschera, boccaglio e pinne. È bellissimo nuotare così vicino ai delfini, che sono grandissimi e il loro verso è fortissimo. Mi guardo intorno e mi accorgo di essere in mezzo all’oceano, non si vede terra, né un piccolo scoglio, tanto meno il fondo del mare, a esser sincero la situazione mi inquieta un po’. Un delfino si mette a giocare con me, io cerco di seguirlo e lui gira in tondo andando sempre più giù, fino a che io devo riprendere a respirare e quindi risalgo in superficie.
lunedì 24 marzo 2008
*Tercer Dia
* II°giorno alle Galapagos
Il pomeriggio, con un pick-up, accompagnati da uno studente guida naturalista e da un padre con due figlie adolescenti, ci dirigiamo verso la parte alta dell’isola. La prima sosta è per visitare “los gemelos”, due grossi crateri.
La notte, dopo cena, con Mabel andiamo a fare un giro sul lungomare e
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