Non lo sai?
Stanno parlando di una Rivoluzione
suona come un sussurro
Non lo sai?
Stanno parlando di una Rivoluzione
suona come un sussurro
Mentre fanno la coda per il sussidio
Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza
Sprecando tempo agli uffici di collocamento
Seduti aspettando una promozione
La povera gente si ribellerà
E si prenderà la sua parte!
La povera gente si ribellerà
E si prenderà ciò che le appartiene!
Non lo sai?
Faresti meglio a correre, correre, correre, correre, correre, correre.
Ho detto che faresti meglio a correre,
correre, correre, correre, correre, correre, correre.
Finalmente la situazione si capovolgerà
Parlando di Rivoluzione.
Tracy Chapman
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lunedì 15 febbraio 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
** Povera, povera Haiti.
Sono passati circa 14 mesi da quando ho scritto Se c'è un Dio ce l'ha con Haiti ed un terremoto da migliaia di morti, distruzione, povertà che si aggiunge a povertà, spazza via la poca speranza di far sorridere gli abitanti di uno dei paesi più poveri del mondo, il paese più povero del continente americano. Le domande che mi ponevo lo scorso anno sono nuovamente attuali, come sempre, ma pesanti come incudini e dolorose come martellate.
Perché le disgrazie e i devastamenti si susseguono sempre in questo paese del mar dei caraibi?
Cosa c’è che non và in quella bambola vudù trafitta continuamente da miriadi di spilli?
Cosa avrà fatto di male la gente che vive in quella mezza isola?
Perché le disgrazie e i devastamenti si susseguono sempre in questo paese del mar dei caraibi?
Cosa c’è che non và in quella bambola vudù trafitta continuamente da miriadi di spilli?
Cosa avrà fatto di male la gente che vive in quella mezza isola?
Nel sito dell'ANSA si legge che Carel Pedre, giornalista e conduttore radio tra i più famosi di Haiti, informa tramite il social network Twitter di quanto accade in tempo reale . I cadaveri sono ancora riversi nelle strade di Port-au-Prince, le autorità restano assenti, non hanno diramato nessun annuncio.
lunedì 30 novembre 2009
# Ilha de Paquetà
DOMENICA 28 GIUGNO 2009
A
circa settanta minuti di traghetto dal molo di praça XV, nel centro di Rio de
Janeiro, nella bahia di Guanabana, c'è questa piccola isola, rifugio domenicale di molti Carioca. L'isola è tranquilla,
non esistono automobili, l'unico veicolo motorizzato è un trattore che traina un vagone che i locali a volte usano come autobus ma che in teoria serve per fare il giro turistico dell'isola.
Ci si sposta solo a piedi, in bicicletta, in carrozza o in barca. Faccio il giro dell'isola in poco più di un ora con una bicicletta, facilissima da trovare a noleggio per pochi spiccioli.
Qualche casa coloniale, due chiese, pochi ristoranti, qualche spiaggetta, un molo dove sbarcano i traghetti, un cimitero e
un cimitero per uccelli... che credo sia l'unico o uno dei pochi al mondo.
Il tragitto in barca mostra il bellissimo paesaggio della bahia,
chiusa tra Niteroi e il pão de açucar, con la sierra dos Órgãos in lontananza,
i grattacieli di Rio con il Cristo Redentore in alto, passando sotto l’enorme ponte che collega Rio a Niteroi.
A
Il tragitto in barca mostra il bellissimo paesaggio della bahia,
sabato 1 agosto 2009
# 10 ore a Londra
Un altra piccola curiosità da aggiungere è che ho visto il mio terzo Moai,
un'altra statua di Rapa Nui sradicata dall'isola scoperta una domenica di Pasqua.
Con la metropolitana raggiungo nuovamente Heathrow e dopo 10 ore in Inghilterra salgo sull'aereo che mi riporta a Milano. Fine viaggio in Brasile, fine viaggi 2009.
mercoledì 22 luglio 2009
# Favela Roçinha
martedì 21 luglio 2009
venerdì 19 giugno 2009
# Tiradentes
Dopo aver pranzato in un buon ristorante “a Kilo”, salgo fino al museo di Padre Toledo,
Dalla piazzetta del “Chafariz de São Jose”, una antica fontana, seguo un sentiero dove corre il condotto di pietra per l’acqua che si inoltra dentro il bosco fino alla sorgente.
Questa cittadina originariamente si chiamava
# Maria Fumaça
# São João del Rei
Dopo la misera colazione della posada, 
inizio la perlustrazione del centro storico di quest’altra città coloniale “minera”. 
São João sorge tra le montagne della Serra do Espinhaço, ed è divisa in due dal letto di cemento del torrente Lenheiro.
Solite strade selciate, poche ma dure ripide salite. Due ponti in pietra del XVIII secolo. Tante chiese barocche. La cittadina è ricca di posadas e ristoranti ricavati nelle abitazioni coloniali. 
La stazione ferroviaria di São João è il luogo di partenza di Maria Fumaça, il treno a vapore che congiunge São João a Tiradentes.
Il museo della stazione conserva bellissime locomotive d'epoca. Ormai camminare tra case coloniali e ammirare chiese, sculture e dipinti religiosi, un po’ mi ha stufato, e con gioia passo un’oretta in un museo dove c’è un esposizione d’insetti, alcuni in bacheca, altri solo in foto. Altri momenti interessanti li passo a pranzo e a cena.
La stazione ferroviaria di São João è il luogo di partenza di Maria Fumaça, il treno a vapore che congiunge São João a Tiradentes.
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