Non era su nessuna cartina, ma sapevamo tutti come arrivarci.
C' erano unicorni e boschi di marijuana.
Adesso la frontiera è scomparsa.
Un tempo era così facile andare nel paese della felicità.
Non era su nessuna cartina, ma sapevamo tutti come arrivarci.
C' erano unicorni e boschi di marijuana.
Adesso la frontiera è scomparsa.
Su Cuba ho scritto poco, non ho avuto molte occasioni di andare ad usare internet, ero a casa di Alessandro e Ariocha, vedendo al meglio come tirano a campare i cubani, vivendo in casa di una famiglia non legata direttamente al turismo e per il resto girando, con la macchina noleggiata, con gli autobus e con le vecchie automobili americane anni 50, per vedere altre realtà e fare il turista fai da te come è mio solito, anche se ero con amici e non solo come sono abituato a viaggiare.
stesse case basse, fatiscenti, colorate e con pesanti inferriate alle porte e alle finestre. Due giorni invece li ho trascorsi quando dovevo prendere l’aereo per il Venezuela, circa un mese dopo, accompagnato da Alessandro e Georby, il fratello di Ariocha, con una QuQu, piccolissima macchina cinese, a noleggio, ospitati da degli zii.
La maggior parte dei cubani esprime il suo dissenso, non sul terreno della politica, ma su quello dell’economia. Il mercato nero è dappertutto, è onnipresente, è uno degli dei di Cuba. I cubani cercano di migliorare la loro situazione prendendo ciò che possono dal posto di lavoro. Quello che non usano lo vendono. Questo “Mercato” straccione, questa "Economia" basata sulla scarsità e la finta cecità da parte dello stato socialista, fanno si che il sistema, un po' zoppicante, si regga in piedi. Tutti ci marciano e tutti sanno che una Cuba capitalista non sarà mai una Germania o una Repubblica Ceca ma piuttosto una Haiti o una Repubblica Dominicana. Quando Fidel se ne andrà, e il sistema attuale cadrà per far posto al vero capitalismo, la fame di oggi si trasformerà in malnutrizione, i piccoli furti in rapine a mano armata, i lavoratori che oggi non fanno niente diventeranno disoccupati di massa, la corruzione di oggi diventerà etica pubblica.
Cuba presenta i bambini meglio nutriti, gli scolari meglio assistiti di tutti i paesi dell’America Latina che ho visto. Dicono che la rivoluzione ha tante colpe, chiede troppi sacrifici alla gente, però tutta questa fatica sembra garantire un futuro ai bambini. Ma a dire il vero io non vedo questo futuro, un presente eccellente, non c’è che ammetterlo, però non ho visto futuro nelle ragazzine di quindici o sedici anni che ci proponeva un ragazzo, loro coetaneo, vicino al malecon de L’Avana. Ma mi piace pensare anche che Cuba non è solo L’Avana.
Nel 1825, la Repubblica di Bolivia fu creata in onore di Bolivar. Ma nel 1827, le divisioni interne provocarono dei conflitti e la coalizione Sud Americana si ruppe. Bolivar si dimise dalla presidenza nel 1828 e morì di tubercolosi il 17 dicembre 1830, con pochi amici intorno a Santa Marta in Colombia, deluso dalle lotte intestine tra i vari aspiranti dittatori, dagli avvenimenti e dal comportamento degli uomini.
Con un "combi" arrivo alla spiaggia, e da lì al classico hotel miramar. Poco più tardi vado a fare un giro a "el rodadero", una località poco distante con una bella spiaggia bianca, il mare calmo e caldo, grandi e moderni edifici, hotel e mercati artigianali. A Santa Marta, poi, vado a chiedere informazioni per fare immersioni all' "Atlantics Diver", dove ho preso il brevetto "advanced" nel 2005 poi vado in un internet point a chattare con Gianina. Ritornato al miramar incontro un altro italiano, Luca, di Torino ma che gli ultimi anni ha lavorato in Spagna, anche lui viaggia da gennaio. Ci beviamo due birrette al miramar poi andiamo a fare un giro per le strade di Santa Marta a mangiare un Hamburger e bere un altra birra. In Colombia c'è una nuova legge, chiamata "zanaoria" (carota) che obbliga i locali a chiudere a mezzanotte, dopo vari fatti di sangue successi nei mesi scorsi. 
Questo è un diario di viaggio, senza presunzioni. Cronache, racconti, appunti, memorie delle mie avventure, a volte con frasi prese in prestito da libri, riviste, giornali o copia-incolla da siti internet.