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domenica 18 marzo 2007

Domenica mattina

Ieri sono andato a dormire presto, così stamattina mi sveglio alle quattro, mi giro e mi rigiro sulla mia hamaca fino alle sei ma non riesco a riprender sonno, così, vedendo che il sole è già spuntato, mi infilo una maglietta e i jeans e mi dirigo verso il malècon.
Il fiume è sempre più alto, e ormai il rio amazonas ha inglobato nelle sue acque il rio itaya, diventando un tutt'uno.
Sotto al malècon poche case galleggianti; le gente che le abita è già sveglia o si stà svegliando:
alcuni uomini si allontanano con delle barchette a motore, probabilmente vanno a pescare, due signore, in due case-zattera diverse, lavano i panni nell'acqua marrone del fiume, una signora accompagna un ragazzino, con una canoa, al margine propio sotto di me, lui si arrampica fino al
muretto e quando lo scavalca mi lancia, senza volerlo, del terriccio.
Comincia a spuntare gente da un pò tutte le parti, gente con gli occhi gonfi che comincia la giornata. Sugli alberi nella sponda del fiume ci sono tanti uccelli di specie e colore diversi, grigi, gialli, marroni, gialli e marroni, azzurri; tutti con un canto diverso.
Cominciano a vedersi anche i primi motocarro-taxi e i primi autobus, l' aria comincia ad appesantirsi con i loro gas di scarico densi e grigiastri. Comincia a far caldo, e il canto degli uccelli è soppraffatto dalle prime radio e dai rumori della strada. Aprono le prime botteghe, mi fermo in una a comprare il latte, torno a casa a fare una doccia e prepararmi la colazione.

Poi mi straio sul hamaca.

gigipeis

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